{"id":130,"date":"2020-05-05T20:35:04","date_gmt":"2020-05-05T20:35:04","guid":{"rendered":"https:\/\/yogakalyana.com\/it\/?p=130"},"modified":"2020-05-05T20:57:39","modified_gmt":"2020-05-05T20:57:39","slug":"patanjali-raj-yoga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/yogakalyana.com\/it\/2020\/05\/05\/patanjali-raj-yoga\/","title":{"rendered":"Patanjali Raj Yoga"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-131\" src=\"https:\/\/yogakalyana.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/divider.jpg\" alt=\"\" width=\"603\" height=\"48\" srcset=\"https:\/\/yogakalyana.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/divider.jpg 603w, https:\/\/yogakalyana.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/divider-300x24.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 603px) 100vw, 603px\" \/><\/p>\n<h2>Rishi Patanjali<\/h2>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-133\" src=\"https:\/\/yogakalyana.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/patanjali.jpg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/yogakalyana.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/patanjali.jpg 400w, https:\/\/yogakalyana.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/patanjali-300x300.jpg 300w, https:\/\/yogakalyana.com\/it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/patanjali-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/>Maharishi Patanjali visse nel 2 \u00b0 Secolo AC ed \u00e8 uno tra i 18 Siddhars nella tradizione Tamil Siddha.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 il compilatore dei Yoga S\u016btras, un\u2019importante raccolta di aforismi sulla pratica dello Yoga.<\/p>\n<p>I Yoga S\u016btras sono considerati servire da base per le tecniche yogiche. Patanjali Maharishi, &#8220;Il Padre dello Yoga&#8221;, compilo 195 S\u016btras, che servono come struttura per l&#8217;integrazione dello Yoga nella routine quotidiana che conduce ad una vita etica. La data esatta della compilazione dei Yoga S\u016btras non \u00e8 noto, ma si ritiene che siano stati scritti in qualche periodo del 200 AC.<\/p>\n<p>L&#8217;essenza degli insegnamenti di Patanjali si trova negli &#8220;Otto Percorsi dello Yoga&#8221;. Questi percorsi ci mostrano il modo di vivere una vita migliore attraverso lo Yoga. Come incontrare la Pace ed uscire dalla sofferenza.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rishi Patanjali fu il primo Raj Yoghi che raccolse le esperienze e la metodologia per il Raj Yoga in un testo che chiam\u00f2 &#8220;Asthang Raj Yoga&#8221; o &#8220;Le Otto Membra dello Yoga&#8221;. In breve esse sono:<\/p>\n<h3>1- YAM:<\/h3>\n<p>Enuncia le cinque regole che guidano un ricercatore di Raj Yoga nel suo interagire con il mondo esterno. Le cinque regole sono: &#8211; Satya (Sincerit\u00e0), &#8211; Ahimsa (Non Violenza), &#8211; Asteya (Non Rubare), &#8211; Aparigrah (Non Possedere), &#8211; Brahmcharya (Controllo dei Sensi)<\/p>\n<h3>2- NIYAM:<\/h3>\n<p>Riassume le cinque regole per vivere nel mondo interno i.e. a livello Mentale. Esse sono: &#8211; Sauch (Purezza), &#8211; Santosh (Appagamento), &#8211; Tapas (Austerit\u00e0), &#8211; Swadhyaya (Auto Studio), &#8211; Ishwar Pranidhan (Arrendersi a Dio)<\/p>\n<p><strong><em>Ricorda:<\/em> <\/strong>Yam e Niyam sono le fondamenta del Raj Yoga. Infatti Yam e Niyam sono essenziali in ogni percorso dello Yoga. Senza una vita regolata nessun percorso di Yoga pu\u00f2 ottenere successo. Si consiglia ai praticanti del Raj Yoga di seguire rigorosamente Yam Niyam mentre procedono ai prossimi passi.<\/p>\n<h3>3- AASAN:<\/h3>\n<p>Sono delle posizioni fisiche praticate per controllare il corpo fisico. Questi sono come esercizi psicofisici eccellenti per avere una buona salute fisica e raggiungere la capacit\u00e0 di sedersi fermi come una pietra per un lungo periodo (di tempo). Questo aiuta la Mente a lasciare o liberarsi dal corpo fisico.<\/p>\n<h3>4- PRANAYAM:<\/h3>\n<p>Nel corpo umano, respirare \u00e8 la pi\u00f9 sottile delle azioni che compie il corpo fisico. Con le pratiche di Pranayam, il praticante sviluppa controllo completo sulla respirazione. Prana \u00e8 la pi\u00f9 originale energia Cosmica e motivo di sopravvivenza del Cosmo intero. L&#8217;ossigeno \u00e8 la semplice manifestazione fisica dell&#8217;energia Cosmica i.e. Prana. Cos\u00ec con le pratiche di Pranayam, il praticante si connette con l&#8217;energia Cosmica. Il Pranayam \u00e8 come una pratica di respirazione fisiopsichica usata per il controllo totale sul movimento del Prana nel corpo fisico del praticante. Nel corpo umano, l&#8217;energia Cosmica ha il suo proprio pozzo in forma di energia Psichica. Questo stato \u00e8 anche chiamato &#8220;Kundalini Shakti&#8221; (in senso spirituale). Questa energia psichica rimane inattiva negli esseri umani normali.<\/p>\n<p>Il Pranayam aiuta a liberare l&#8217;energia psichica i.e. Kundalini Shakti. Questa energia psichica ha la capacit\u00e0 di creare qualsiasi cosa di questo mondo materiale. Domanda \u00e8: Come? Questa energia psichica non \u00e8 null&#8217;altro che l&#8217;energia cosmica e tutto il mondo materiale \u00e8 semplicemente una manifestazione fisica di questa energia Cosmica. Una volta che questa energia psichica \u00e8 liberata, molti poteri mistici sono messi a disposizione del praticante. Questa \u00e8 una trappola per i ricercatori. Loro devono evitarla e devono passare oltre.<\/p>\n<p>Mentre si pratica le quattro membra suddette [da (i) a (iv)], i praticanti hanno ancora il collegamento con corpo fisico, ed attraverso il corpo fisico con il mondo esterno. Si ricordi che la nostra ultima destinazione \u00e8 il mondo interno (o sottile).<\/p>\n<h3>5- PRATYAHAR:<\/h3>\n<p>Il significato letterale di questa parola Sanskrita \u00e8: Orientare i sensi verso l&#8217;interno (Introversione). Solo quando uno stacca la sua Mente dal mondo esterno (materiale), \u00e8 possibile avanzare in qualsiasi percorso spirituale. Pratyahar si fa staccando la Mente dal mondo esterno, costringendola a muoversi nel mondo sottile (interno). La Mente \u00e8 connessa in modo particolare al mondo esterno attraverso i cinque sensi sottili della conoscenza. Quindi, attraverso la pratica del Pratyahar, il praticante ritira i sensi sottili, e come risultato stacca la Mente dal mondo esterno.<\/p>\n<p>Le ultime tre pratiche (Dharana, Dhyan Samadhi) sono riferite totalmente al mondo interno. Pratyahar fa da ponte tra i due gruppi di pratiche. Perci\u00f2, il praticante deve tentare di rimanere in Pratyahar (ritiro dei sensi) in ogni istante durante il suo periodo di Sadhana (Pratiche).<\/p>\n<h3>6- DHARANA (Concentrazione):<\/h3>\n<p>La parola &#8220;Dharana&#8221; \u00e8 dedotta dalla radice Sanskrita (Dharan), che significa portare, tenere. Una volta che la Mente \u00e8 forzata verso l&#8217;interno, una serie di pensieri ed immagini cominciano ad apparire sul piano mentale. Il praticante deve calmare questa attivit\u00e0 continua della Mente. Attraverso questa pratica, la Mente \u00e8 costretta a mantenersi su un pensiero o un&#8217;immagine. Il Guru decide su quale oggetto sar\u00e0 facile, per il discepolo, ritenere la sua Mente, partendo dalle caratteristiche e dalla natura propria del discepolo. Attraverso intense pratiche, la Mente incomincia a calmarsi e stare su una sola imagine o pensiero. Noi diciamo, la Mente incomincia a concentrarsi per un certo tempo. Cos\u00ec la Mente \u00e8 portata con un certo ordine nel mondo interno.<\/p>\n<h3>7- DHYAN (Meditazione):<\/h3>\n<p>Una volta che si \u00e8 perfezionato il Dharana, il praticante cerca di mantenere la Mente su un certo pensiero o immagine per un periodo pi\u00f9 lungo di tempo con un flusso costante e ininterrotto. Solamente c&#8217;\u00e8 colui che vede (praticante), una scena (un pensiero o immagine) e l&#8217;atto del vedere (atto di osservare il pensiero o immagine). In questa condizione nulla esiste per la Mente, ad eccezione di queste tre condizioni. La Mente si dimentica completamente del suo corpo fisico. Una volta che questo stato \u00e8 raggiunto, il praticante giunge allo stato di Dhyan (Meditazione). Il Dhyan \u00e8 semplicemente una maturazione dal Dharana. In Dharana, il praticante spende energia mentale per portare la Mente in uno stato ragionevole di controllo o in concentrazione. Ma, il Dhyan \u00e8 una pratica corroborante. Durante il Dhyan, il corpo del praticante \u00e8 ricaricato con energia Cosmica.<\/p>\n<p><strong><em>Ricorda:<\/em><\/strong> Il Dhyan non \u00e8 una cosa ottenuta per nostra volont\u00e0, ma semplicemente succede.<\/p>\n<h3>8- SAMADHI (Equanimity):<\/h3>\n<p>Quando Dhyan (Meditazione) matura ad un alto livello, il praticante raggiunge un livello dove incomincia a perde la trinit\u00e0 (colui che vede, una scena, l&#8217;atto del vedere) e questa trinit\u00e0 si dissolve. Questo stato \u00e8 noto come &#8220;SAMADHI&#8221;. Letteralmente questa parola Sanskrita (Samadhi) \u00e8 derivata da due radici: &#8220;Sam&#8221; che significa l&#8217;equanimit\u00e0 e &#8220;Dhi&#8221; che significa l&#8217;Intelletto. Samadhi \u00e8 un stato il cui l&#8217;Intelletto trova un stato di equanimit\u00e0 in tutte le tappe della vita. Questo \u00e8 il culmine delle pratiche di &#8220;Asthang Raj Yoga&#8221;.<\/p>\n<p>Nel mondo dei Yoghi, il Dharana, il Dhyan e il Samadhi sono indirizzati come &#8220;Samyam&#8221;. Questo Samyam \u00e8 riferito totalmente al mondo interno o sottile ed \u00e8 una cosa di pura esperienza. Una volta che noi entriamo nel mondo sottile, tutte le cose del mondo fisico cominciano a scomparire, incluso le parole. Nello stato di Samadhi rimangono solamente le esperienze del mondo interno. Una volta che il praticante dal Samadhi ritorna al suo corpo fisico non porta con se i ricordi esatti delle sue esperienze che trova difficile esprimerle in parole. Ecco perch\u00e9, gli Yoghi normalmente mantengono il silenzio su queste esperienze, per rimanere sempre in comunicazione con esse. Loro non vogliono perdere la beatitudine delle esperienze del Samadhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-145\" src=\"http:\/\/www.yogakalyana.com\/eng\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/divider.jpg\" sizes=\"(max-width: 603px) 100vw, 603px\" srcset=\"http:\/\/www.yogakalyana.com\/eng\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/divider.jpg 603w, http:\/\/www.yogakalyana.com\/eng\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/divider-300x24.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"603\" height=\"48\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rishi Patanjali Maharishi Patanjali visse nel 2 \u00b0 Secolo AC ed \u00e8 uno tra i 18 Siddhars nella tradizione Tamil Siddha. Egli \u00e8 il compilatore dei Yoga S\u016btras, un\u2019importante raccolta di aforismi sulla pratica dello Yoga. I Yoga S\u016btras sono considerati servire da base per le tecniche yogiche. 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